LA SEZIONE CAI DI PALERMO E LA SUA STORIA ULTRACENTENARIA

dal 1863 al 1986

Il primo agosto del 1863, ad opera di Quintino Sella, presso il Castello Valentino di Torino viene fondato il Club Alpino Italiano. Negli anni che seguirono cominciavano a proliferare Sezioni in varie città.

Nel 1875, venne a Palermo il Comm. Paolo Lioy, deputato al Parlamento Nazionale, che dal 1885 ai 1890 sarebbe stato Presidente Generale del CAI. Egli parlò a varie persone intorno alla opportunità della formazione di una Sezione del Club Alpino Italiano. Ritornò poi nel 1877 e, insieme al Principe Franco Lanza di Scalea, il Marchese Antonio De Gregorio geologo e paleontologo, il prof. Giorgio Gemmellaro, appassionato naturalista e Saverio Cavallari, fu fondata la Sezione di Palermo del Club Alpino Italiano. Primo Presidente fu il Principe di Scalea. La prima sede sociale fu un piccolo ammezzato di Corso Vittorio Emanuele, sopra l’antica libreria Reber.

Tra gli assidui frequentatori della Sezione e delle sue escursioni furono illustri personaggi della cultura e della nobiltà cittadina. Tra questi: il Comm. Chiaradia, il celebre astronomo Prof. Tacchini, il prof. Gemmellaro, il geologo Prof. Di Biasi, l’archeologo Prof. Cavallaro e Costantino Michele Lo Jacono.

Dopo alcuni anni di fiorente attività, per varie circostanze la Sezione andò languendo. Ritornò di nuovo nel 1881 Paolo Lioy e, sotto la direzione del Prof. Temistocle Zona, alpinista e astronomo, si ricostituì la Sezione.

La prima vera grande impresa alpinistica i soci della nuova sezione del CAI dovevano effettuarla nel maggio del 1889. Guidata dal presidente e dal vice marchese De Gregorio. La comitiva raggiungeva in carrozza e poi a piedi la Vetta dell’Antenna, la più alta delle Madonie e vi si accampava!

Nel 1894 veniva inaugurato il primo rifugio alpino di Sicilia: quello sul Monte Cuccio, la vetta più alta della Conca d’Oro a 1.050 metri altezza. Lo si raggiungeva a dorso di mulo fino alle propaggini e quindi a piedi.

Le successive esplorazioni delle Madonie fecero nascere nel 1896 una idea ancora più ambiziosa: la costruzione di un rifugio del CAI al Piano della Battaglia. La spesa prevista era di 8000 lire! Diverse vicende, tra cui il terremoto di Messina nel 1908 e la grande guerra, fecero si che dovesse trascorrere ancora mezzo secolo perché il progettato Rifugio venisse realizzato.

Morto il Prof. Zona, fu eletto Presidente Antonio De Gregorio. Ma un grosso impulso doveva venire dal suo successore, l’Avv. Umberto Di Salvo, un vero genio alpinista. Nei sei anni della Sua Presidenza la Sezione raggiunse altezze inaspettate. Antonio De Gregorio, Pietro Merenda, Corrado Cesaroni, Vittorio Fileti, fedeli veterani, fecero parte per molti anni del Consiglio Direttivo Sezionale. Fu ricostruito il Rifugio sul Monte Cuccio e la Sezione fu rappresentata in tutti i Congressi nazionali. Di lui si disse: Egli fece della Sezione di Palermo del Club Alpino Italiano un centro di alta spiritualità, di patriottismo e di educazione fisica.

Negli anni 1915-17 la Sezione organizza gite di allenamento sullo montagne per i volontari di guerra. Finita la guerra, li CAI ebbe come nuova sede una stanzetta al lato nord del Teatro Massimo.

Nel 1923 inizia la pubblicazione del Notiziario della Sezione « Montagne della Conca d’Oro » che, nel 1932 su proposta di Nazzareno Rovella, diventò « Montagne di Sicilia » a conferma della espansione regionale del C.A.I.

Il 1932 fu un anno fertile di grandi novità per la Sezione. Rovella organizza il primo Corso di Roccia sulle pareti di Monte Pellegrino e nel contempo inizia le sue ricognizioni sulle Madonie.

Tra i soci e alpinisti siciliani nasce una nuova passione, lo sci. Nascono i gruppi sciatori, speleologico e rocciatori, il primo diretto dall’ing. Sirtori, alpinista trentino trasferitosi in Sicilia quale direttore dei lavori del bacino di Piana degli Albanesi — il secondo dal prof. Fabiani, direttore dell’Istituto di geologia di Palermo. Si iniziò, insomma, una più completa ed intensa attività sezionale.

Venne la seconda guerra mondiale e addio CAI, una bomba distrugge la sede della Sezione che praticamente si scioglie.

La Sezione risorge nel 1945. Ne assume l’impegno e la presidenza il rag. Nazzareno Rovella, nato nel 1906, socio dal 1922, segretario dal 1928. la nuova sede Sede è un piccolo locale di Via Spinuzza.

I soci cominciano a cimentarsi in grandi imprese, sulle Alpi. E’ dal ‘46 in avanti che i soci di Palermo scalano il Cervino, il Bianco, il Rosa, il Gran Paradiso, il Monviso, le vette dell’Ortles, il Sassolungo, la Marmolada.

Nel 1947 finalmente iniziano i lavori per la costruzione del Rifugio al Piano Battaglia che viene inaugurato 17 ottobre 1947 e dedicato alla memoria di Giuliano Marini, il socio della Sezione di Palermo perito nel 1934 in una disgrazia alpinistica sulle Grandes Jorasses, nel Gruppo del Monte Bianco. Si realizza finalmente il sogno fatto nel 1896. Trasportati a spalla le suppellettili, sulla neve eccezionalmente alta, a Natale di quell’anno, il rifugio apre le sue porte agli appassionati della montagna.

Negli anni 70, al fine di far conoscere il C.A.I. nell’ambiente cittadino, la nostra Sezzione organizzò, numerose marce popolari, come la « Marcia della Gioia e dell’Amicizia » e la « Strapalermo » che videro la contemporanea partecipazione di diverse migliaia di cittadini di tutte le età. Nel 1975 si organizzò una « Marcialonga Madonita » attraverso i sentieri delle Alte Madonie, da Piano Battaglia, sino a Castelbuono. Oltre 1000 furono i partecipanti.

Nel Campo sciistico, fu fondato lo « SCI-C.A.I. Conca d’Oro » il quale curò l’organizzazione della Scuola annuale di sci al Piano Battaglia e l’effettuazione di gare di sci, fra le quali il « Trofeo delle Madonie », gara di sci da fondo di 15 km. che ebbe oltre 34 edizioni).

Nel campo dell’alpinismo più puro, cioè delle arrampicate, molto si è fatto per la preparazione tecnica dei giovani istituendo periodici « Corsi di Roccia » sotto la guida di Istruttori Nazionali, finché, nel 1985, potendo contare su alcuni istruttori « di casa nostra », formatisi nelle apposite Scuole Nazionali fu istituita la « Scuola Siciliana di Alpinismo » intestata alla memoria del socio Costantino Bonomo, vittima di un incidente durante una arrampicata sulle pendici del M. Pellegrino.

Di grande rilievo nazionale è stata, ed è tuttora, l’esplorazione speleologica sia delle numerose cavità naturali dell’isola che di quelle artificiali del sottosuolo palermitano.  L’apposito Gruppo ha curato numerose pubblicazioni.

Al compimento dell’80° anno, nell’ottobre 1986, Nazzareno Rovella rassegnò le dimissioni dalla carica di Presidente. Meno di due anni dopo, 17 maggio 1988, dopo breve malattia, Rovella ci lasciava per sempre.

Nell’ 86 viene eletto alla Presidenza della Sezione il dott. Francesco Basso, per tutti Ciccio.

Riferimenti:

Articolo di Nazareno Rovella del 1951;
Articolo del Giornale di Sicilia del 1977 in occasione dei 100 anni della Sezione;
Articolo di Giuseppe Verdiglione del 1988 su N. Rovella in occasione della sua morte

 

Continua....(stiamo lavorando alla ricostruzione della storia fino ai giorni nostri)